I FUNGHI DEL TERRITORIO

Conosciuti e apprezzati fin dai tempi degli antichi romani questi incredibili e meravigliosi prodotti del sottobosco continuano ad esercitare un fascino notevole nell’immaginario popolare tanto da essere diventati, specie negli ultimi anni, un vero e proprio oggetto di culto per gli appassionati e anche per i principianti. Considerati erroneamente da molti come specie appartenente al regno vegetale, se ne distinguono per una caratteristica fondamentale: la mancanza di clorofilla cioè quella sostanza verde che caratterizza tutte le piante. Sono quindi costretti a ricavare le sostanze nutritive da altri sistemi viventi. Per questo motivo vengono etichettati come parassiti, anche se ciò non è del tutto vero. Infatti, accanto a specie che in effetti lo sono ne esistono altre che vivono in simbiosi con la pianta traendone e apportando, in molti casi, benefici fondamentali alla stessa.  Lo scopo di questa breve esposizione non è però quello di formare nuove schiere di raccoglitori (per questo ci sono i corsi autorizzati) quanto quello di fornire una succinta panoramica delle specie più comuni esistenti sul territorio. Osservando gli alberi presenti nei nostri boschi (castagni, querce, carpini, noccioli, pini, faggi, ecc.) si può intuire come l’habitat si presenti ottimale per favorire la presenza e lo sviluppo di questi piccoli “ tesori  della natura”. Non è difficile quindi, passeggiando negli splendidi querceti e castagneti, in condizioni climatiche favorevoli, imbattersi in veri e propri tappeti dalle mille forme e colori. Ci limiteremo pertanto a citare e descrivere brevemente alcune specie più comuni e più ricercate ma anche altre, presenti anch’esse in numero cospicuo, dalla quale è meglio tenersi alla larga se si tiene alla propria incolumità.

Per quanto riguarda i funghi propriamente di bosco i più apprezzati e quindi ricercati sono i BOLETI ( o PORCINI ), l’ AMANITA CAESARIA ( o OVOLO BUONO ) e il CANTHARELLUS CIBARIUS ( o GALLETTO ) , anche se qualche intenditore non disdegna affatto le RUSSOLE, le TROMBETTE DA MORTO, le MAZZE DI TAMBURO, i PORCINELLI, alcuni LATTARI, i CHIODINI ecc. , ecc.

----------------

Studio curato da Meloni Pietro.

 “Funghi di casa nostra”, Editrice Romana s.r.l.

Foto tratte dai siti internet:

www.vincenzanews.it

http://1freespace.com

www.freeweb.org/personali/i-miei-funghi

FAMIGLIA BOLETACEE

Questa grande famiglia  viene considerata ancora oggi, da alcuni, come un genere (Boletus ) diviso in sottogeneri. La caratteristica fondamentale che ne accomuna gli appartenenti è quella di avere un’ imenio, cioè la parte fertile dei funghi dove si sviluppano e maturano le spore, a tubuli riuniti a formare sotto il cappello uno strato facilmente staccabile da quest’ultimo. I Boleti sono caratterizzati da pori piccoli, tubuli lunghi, carne compatta e soda, gambo carnoso e robusto con reticolo. 

BOLETUS EDULIS (  PORCINO ):

 

Dal latino “ edulis “ = commestibile, è il classico porcino . Cappello da 4 a 25 cm, prima emisferico poi espanso, depresso. Il colore varia da ocra a bruno castano con superficie sempre un po’ viscida con tempo umido. Tubuli da bianchi a giallastri fino a verdi. Gambo robusto, cilindrico, solitamente ingrossato alla base colore nocciola chiaro percorso all’apice da un fitto reticolo. Habitat : in boschi di latifoglie e aghifoglie dall’estate all’autunno. La Carne, come per tutti i boleti commestibili, è bianca e immutabile.      


BOLETUS AEREUS ( PORCINO NERO )

            

Dal latino “ aes “ = bronzo scuro per il suo colore. Cappello da 4 a 18 cm nelle varie tonalità bruno scuro con superficie finemente vellutata. Tubuli pieni, bianchi fino a giallastri a maturazione. Gambo castano chiaro a volte panciuto, ricoperto da un fitto reticolo brunastro. Habitat : predilige i boschi di latifoglie.  


BOLETUS RETICULATUS ( PORCINO D’ESTATE ) :

 

Si distingue dagli altri per il Cappello tomentoso, finemente vellutato, asciutto, presto sottilmente fessurato o frammentato in grossolane screpolature di colore costante sul nocciola chiaro, marrone tabacco. Gambo inizialmente di forma arrotondata poi più o meno panciuto ma anche sottile e allungato percorso da un reticolo molto esteso. Habitat : in boschi di latifoglie già nei mesi caldi di maggio – giugno fino ai primi freddi autunnali.


BOLETUS SATANAS ( PORCINO MALEFICO ) : 

Fungo di notevoli dimensioni con Cappello sino a 20-30 cm con superficie opaca, glabra, di colore chiaro biancastro a volte soffuso di rosa al margine. Tubuli dal giallo pallido al verdognolo-bluastri. Gambo prima panciuto, poi allungato ma sempre molto tozzo di colore giallo vivo alla sommità, biancastro tendente al rosa a metà e rosso vinoso nella parte inferiore. Alla sezione vira debolmente all’azzurro a chiazze. Habitat : sotto latifoglie dall’estate all’autunno. FUNGO TOSSICO anche se cotto.  


BOLETUS PURPUREUS ( PORCINO MALEFICO ) : 

 

   

Cappello molto carnoso da 8 a 16 cm con superficie asciutta vellutata di colore ocra-giallastro, soffusa di rosa o arancione, si macchia di bluastro, rosso cupo o nero al minimo tocco. Tubuli corti di colore giallo, pori fini di colore rosso sangue che si macchiano immediatamente alla pressione. Vira intensamente al blu alla sezione. FUNGO TOSSICO anche dopo lunga cottura.


BOLETUS AURANTIACUS  ( PORCINELLO ROSSO )  :   

     

Cappello di 10-20 cm, inizialmente chiuso sul gambo, poi aperto e largamente convesso, carnoso, superficie rugosa e vellutata di colore rosso-arancio più o meno vivo. Tubuli lunghi, staccati dal gambo, biancastri, poi bruno-grigiognoli. Gambo tipicamente slanciato, cilindrico, bianco, interamente ricoperto da scaglie. Carne spessa e tenera nel cappello, fibrosa nel gambo, bianca con discreto viraggio al viola alla sezione. Habitat esclusivo sotto latifoglie in estate e autunno. Buono a tavola solo il cappello.


BOLETUS SCABER  ( PORCINELLO  GRIGIO )  : 


Cappello di 6-12 cm da biancastro a grigio o giallo-bruno più o meno scuro. Superficie inizialmente vellutata poi più liscia e un po’ vischiosa con tempo umido. Pori minuti da biancastri a grigi, tubuli lunghi e di colore grigiastro. Gambo pieno, lungo, cilindrico di colore biancastro ricoperto di squame nerastre. Carne biancastra virante all’azzurro-grigio molle nel cappello.

FAMIGLIA AGARICACEE:

Appartengono a questa famiglia quei funghi a cappello e gambo, con imenio a lamelle, con o senza anello, provvisti o meno di volva.

 AMANITE :

Funghi eterogenei, con volva intera o dissociata. Con anello, lamelle bianche e libere. Gambo carnoso-fibroso, spore grandi, terricoli. Alcuni esemplari sono letali !


AMANITA CAESAREA  ( OVOLO BUONO ):

Dal latino “ caesareus “ = dei Cesari, il fungo dei re.    Cappello da 4 a 20 cm, discretamente carnoso inizialmente emisferico poi ovoidale, fino a pianeggiante di colore rosso-arancione intenso con margine nettamente striato. Lamelle libere e fitte di colore giallo carico. Gambo giallo subcilindrico ricoperto di lanuggine. Anello membranoso e striato concolore al gambo. Volva bianca e ampia a forma di sacco.

Habitat : ama boschi puliti e luminosi di latifoglie presente in tarda estate-autunno.


 AMANITA  PHALLOIDES

    

 

Inizialmente racchiusa in un involucro membranoso a forma globosa od ovoidale; piano piano fuoriesce mettendo in evidenza il cappello dapprima campanulato, infine spianato, a margine liscio, non striato. Il colore, tipicamente verde, può variare dal bianco candido al citrino-verdognolo. Le lamelle sono sempre bianche e libere. Il gambo è più o meno cilindrico alto e slanciato, bianco-verdolino, liscio o segnato da zebrature brune. L’anello, bianco o con riflessi verdolini può mancare negli esemplari adulti. Habitat : specie molto comune nel periodo estivo-autunnale che cresce un po’ ovunque in tutti i tipi di boschi. A causa dei principi tossici in esso contenuti, il più importante dei quali è l’ Alfa amanina, questo è un FUNGO MORTALE ! assieme alle altre due amanite :  l’ AMANITA VERNA e l’ AMANITA VIROSA.


 AMANITA MUSCARIA  ( OVOLO MALEFICO ) :

 

 

Si presenta inizialmente con un piccolo cappello sferico-ovoidale, completamente ricoperto da una membrana bianca frammentata. A maturità assume un bel colore rosso-vermiglio o aranciato, tipicamente decorato da numerose verruche poligonali. Lamelle bianche e fitte. Gambo bianco, cilindrico e robusto con base bulbosa ricoperta da grosse squame alla cui sommità è attaccato un’anello ampio ugualmente bianco. Habitat  nei boschi di montagna nei mesi estivo-autunnali, sia sotto conifere sia sotto latifoglie, in particolare nelle faggete.     Nell’immaginario figurativo rappresenta “ il fungo “ per eccellenza. L’eventuale consumo provoca un avvelenamento di tipo neurotossico associato a disturbi gastrointestinali.  


LATTARII:

Funghi omogenei. Senza volva né anello. Specie grandi, medie, carnose e robuste. Carne granulosa e a frattura netta. Lamelle adnate o decorrenti, diseguali. Cappello convesso o piano, poi concavo. Gambo centrale, spesso, corto. Se fratturati emettono un lattice bianco o colorato di sapore mite o pepato ( “ Pizzicaroli “ ). Alcune specie risultano tossiche o sospette.  

 


RUSSULAE:

Come i Lattarii, con questa differenza : assenza di lattice, lamelle uguali, colori di solito assai vari e vivaci. Poche specie sospette o debolmente tossiche.

    

      


TRICHOLOMA  :

Omogenei. Senza volva né anello, carnosi e robusti. Lamelle bianche e uncinate. Gambo carnoso-fibroso, carne spessa e compatta. Terricoli (Tricholoma Georgii o  “  Spinarolo “). Una sola specie tossica.  


ARMILLARIA :

  

Omogenei. Senza volva ma con anello evidente. Carnosi con lamelle  decorrenti. Gambo carnoso e fibroso. Terricoli e con doppio anello oppure lignicoli e cespitosi ( Armillaria mellea o “Chiodino “ ).  


MARASMIUS:  

Senza volva né anello. Specie medie o piccole poco carnose, coriacee. Reviviscenti in acqua dopo essiccamento. Gambo sottile e tenace. Terricole (Marasmius oreades o “ Gambesecche“) o truncicole.  


CORTINARIUS  

  Omogenei senza volva né anelli. La cortina che avvolge il giovane individuo sparisce alla maturità lasciando lievi tracce sul gambo. Specie grandi e medie. Carnose e compatte con lamelle tipicamente smarginate e colorate negli individui giovani, poi del colore uniforme ruggine delle spore. Gambo carnoso-fibroso. Terricoli. Una specie (Cortinarius Orellanus) è MORTALE !  


AGARICUS  ( PRATAIOLO ):

    

Eterogenei. Specie grandi e carnose. Senza volva ma con anello appariscente, semplice o doppio. Lamelle libere, sottili, prima rosee o grigio chiaro, poi viola-nere o bruno porpora. Gambo carnoso. Terricoli. Una specie leggermente tossica ( Agaricus xanthoderma ).  


LEPIOTE:  

Eterogenei. Senza volva, con anello evidente, non molto carnosi. Lamelle libere o distanti. Cappello generalmente desquamato, salvo l’ umbone, liscio. Gambo carnoso-fibroso. Terricoli. Le specie di piccole dimensioni sono per lo più tossiche o sospette mentre è commestibile e anche ricercata la Lepiota Procera ( MAZZA DI TAMBURO ).

 

E’ un fungo di notevoli dimensioni, con gambo che può raggiungere i 30-40 cm di altezza e un cappello di 25-30 cm di diametro dapprima convesso poi appianato con umbone centrale. Superficie vellutata, frammentata in squame più o meno fitte e regolari di colore nocciola su fondo più chiaro. Lamelle bianche, morbide e libere. Gambo cavo di colore uguale al cappello, piuttosto sottile con anello scorrevole. Carne bianca, di sapore e odore grati. Habitat : nei prati, nei pascoli in determinate condizioni in numero cospicuo. Isolati si trovano anche nei boschi.

 

FAMIGLIA CANTHARELLACEE:

FAMIGLIA  CANTHARELLACEE:  

Benché provvisti di lamelle, questi funghi sono oggi considerati una famiglia a sé stante,  lontana dalle Agaricacee. Vi appartengono il Genere Cantharellus, tra cui le specie commestibili Cibarius ( Galletto ), Lutescens, ecc. nonché il Genere Cratarellus che comprende la nota specie commestibile C. Cornucopioides ( Trombetta da morto ).


CANTHARELLUS CIBARIUS  ( GALLETTO ):

 

Cappello carnoso, inizialmente emisferico, poi convesso, per lo più a forma irregolare a margine ondulato, profondamente depresso al centro e imbutiforme a maturità. Il colore va dal giallo-arancio al giallo-crema talvolta molto pallido. Lamelle ben delineate, il più delle volte molto basse simili a pieghe o nervature, di colore uguale al cappello. Gambo normalmente breve, subcilindrico, pieno e carnoso, dello stesso colore delle lamelle. La carne bianco-giallina, compatta e soda, poco alterabile di sapore e odore gradevole. Habitat : molto comune nel periodo estivo-autunnale in tutti i tipi di bosco e altitudini diverse.


CRATERELLUS CORNUCOPIOIDES  ( TROMBETTA DA MORTO ):

Il corpo si presenta a forma di trombetta o di imbuto molto allungato, vuoto con la cavità che si prolunga fino alla base dello stipite. Margine ripiegato verso l’esterno, inizialmente regolare, poi fortemente ondulato. Superficie interna di colore bruno-scuro sino al nerastro, parte esterna grigia o grigia-nerastra, liscia o percorsa da striature. La carne è molto sottile, fibrosa, elastica che si sfilaccia longitudinalmente. Odore e sapore gradevoli di frutta matura. Habitat : molto comune cresce in numerosi esemplari a fine estate-autunno in zone ombrose e fresche, preferibilmente in boschi di castagno.