CILIEGIO CANINO
(Prunus
Mahaleb)
Si
incontra frequentemente nei boschi sia collinari che montani, sui pendii
rocciosi asciutti e calcarei fino a 1500 mt di altitudine. Pianta amante della
luce è legata ad ambienti caldi ed è diffusa in tutta l’Europa centro
meridionale, nei Balcani fino all’Asia minore; appartiene alla famiglia delle
rosacee, grande ed importante, estesa in tutto il mondo, comprende 3200 specie
vegetali in Europa. Le rosacee contano una sessantina di alberi e arbusti
(escluse le rose) comprendenti: Peri, Meli, Susini, Ciliegi, Mandorli,
Albicocchi, nella stessa famiglia anche Sorbi e Biancospini. Il Ciliegio Canino
matura nei mesi di giugno-luglio sviluppando una gran quantità di ciliegie
piuttosto aspre ma gradite agli animali selvatici. In generale non è molto
longeva ma a volte alcuni esemplari dall’aspetto vetusto e dal tronco ritorto
caratterizzano l’ambiente circostante di un’aria antica e selvaggia. Il
legno bruno giallastro è usato per lavori a tornio, per bastoni, manici,
scatole e pipe che mantengono un gradevole aroma; infatti legno e corteccia sono
profumati perché contengono “curarina”, sostanza usata come aromatizzante
per il tabacco.
ORNIELLO
(Fraxinus
ornus)
Alto
da 6 a 20 mt è un albero elegante, ricorda nel fogliame le piante più
arcaiche, è diffuso negli ambienti montani a quote non troppo elevate, si
adatta anche a terreni aridi o sassosi. Presente in tutta l’Europa sud
orientale l’Orniello, insieme al Frassino maggiore, molto simile
nell’aspetto, fa parte della vasta famiglia delle oleacee che comprende circa
5000 specie di cui 13 sono presenze spontanee in Europa, tra cui l’Ulivo e il
Ligustro. Grazie ad un particolare succo giallastro (la Manna) che fuoriesce dal
tronco se inciso, ne fa nelle regioni adatte un albero coltivato. Il succo viene
raccolto e utilizzato in medicina come blando lassativo per il suo elevato
contenuto di mannite. Il legno duro ed elastico viene spesso usato per utensili
e manici di attrezzi. Grazie alle sue proprietà medicinali, l’Orniello ci
ricorda dell’importanza che ancora oggi assumono per l’uomo le piante e del
connubio ancestrale che esiste tra gli esseri viventi ed il mondo vegetale.
GINEPRO
(Juniperus)

Arbusto
sempre verde, il Ginepro ha vasta diffusione in tutto l’emisfero
settentrionale dove cresce spontaneo dal livello del mare fino a notevoli
altitudini, tanto che nella forma arbustiva nana e prostrata, raggiunge i 3700
mt nel gruppo del Monte Rosa. Fa parte della famiglia delle Cupressacee, che
comprendono 130 specie fra Cipressi e Ginepri. Vegeta in ambienti aperti e
luminosi, sui suoli compatti e detriti mobili; il Ginepro ha vari
utilizzazioni, il legno duro compatto a grana fine è lavorabile al tornio ed è
anche usato per l’affumicazione delle carni. Le pseudo bacche vengono usate in
cucina come aromatizzante nella varietà comuninilis per la produzione di gin.
Inoltre contengono un’essenza con azione antireumatica e balsamica usata in
erboristeria, da foglie e legno distillati si ottiene l’olio di cade usato per
curare le malattie della pelle.
CARPINO NERO
(Ostrya
Carpinifolia)
Albero
della media montagna, caducifoglia appartenente alla famiglia delle Corilacee
(che comprende una cinquantina di specie tra alberi e arbusti)
In
Europa sono diffuse oltre al Carpino Nero, il Carpino Bianco (Carpinus Bentulus)
e il Nocciolo (Carylus Avellana). Facili da distinguere fra loro per i frutti
assai diversi, per il resto queste tre specie sono abbastanza simili.
Il
Carpino Nero vegeta e colonizza ambienti impervi submontani e montani
spingendosi fino a 1200 mt di altitudine su terreni calcarei e asciutti, si
dissemina con facilità e ha eccellenti capacità di polloneria. E’ spesso
essenza predominante del bosco ed è diffuso in tutta Europa Centrale e
Meridionale fino all’Asia Minore e al Caucaso. E’ resistente agli incendi,
il legno molto duro e compatto ha colore rossiccio, ha ottima resistenza
meccanica, se ne ottiene un carbone di buona qualità, legna da ardere. I rami
giovani si possono usare come vimini per lavori di intreccio e le foglie come
foraggio. E’ anche impiegato nelle alberature stradali e come pianta
ornamentale, per la sua bella fioritura estiva.
SORBO MONTANO o FARINACCIO
(Sorbus
aria)
Alto
10-20 mt caratteristico albero dell’ambiente montuoso spesso solitario cresce
in luoghi asciutti e soleggiati impervi e rocciosi, è inconfondibile per le
foglie verdi chiare quasi bianche nel lato inferiore. Appartiene al genere dei
sorbi della famiglia delle rosacee. I sorbi vantano circa 90 specie diverse
spesso di non facile classificazione a causa delle ibridazioni dovute alla
particolarità delle fecondazione e fruttificazione. La spettacolare fioritura
primaverile, meta di numerosi insetti impollinatori, produce in estate numerosi
pomi ovoidali prima verdi poi di colore aranciato di 1,5 cm. Per le modeste
dimensioni raggiunte dai fusti il legno del Sorbo montano ha impieghi limitati.
I frutti sono commestibili, nei periodi di carestia venivano utilizzati
dalle popolazioni montane come alimento per la polpa farinosa. Il farinaccio
scosso dal vento, abbracciato alle rocce sembra con i suoi riflessi argentei
voler animare il bosco di una presenza più festosa e originale.
ROSA
DI MACCHIA
(Rosa
canina)
E’
un cespuglio spinoso molto ramificato e con numerosi aculei ad uncino. Ha foglie
imparipennate formate da 5-7 foglioline appuntite e seghettate. I fiori sono
regolari rosei o bianchi, odorosi, solitari o in gruppi. I frutti sono carnosi obunghi rossi (bacche) contenenti numerosi acheni duri rivestiti da peluria
ispida. Fiorisce da maggio a giugno.
Habitat:
Comune
nei terreni aridi e nelle macchie dal mare alla montagna.
Uso
terapeutico:
Le
foglie, raccolte da giugno ad agosto, ricche di vitamina C, sono antidiarroiche.
I fiori sono aromatizzanti e rinfrescanti. I frutti, privati dei semi e raccolti
in agosto-settembre, sono ricchi di carotene, di vitamine, di tannini e di
acidi organici: sono rinfrescanti, diuretici, sedativi, astringenti, curativi
delle infiammazioni dell’apparato genito-urinario e vermifughi. Per uso
esterno con i frutti freschi si può preparare una pomata contro le emorroidi
oppure una maschera schiarente, levigante e tonificante della pelle. Gli stessi
crudi e ridotti in poltiglia sono vitaminizzanti, rimineralizzanti e vermifughi.
I semi, raccolti in estate ed essiccati, sono calmanti del sistema nervoso.
Sulla rosa canina si producono spesso escrescenze dovute a punture di insetti,
dette “galle”, che raccolte in autunno sono ricche di tannino ed hanno
proprietà diuretiche e sudorifere.
Altri
usi:
Con
le foglie della rosa canina si può preparare un thè; i petali freschi,
inoltre, vengono usati per abbellire le insalate e possono anche essere mangiati
con lo zucchero ed il liquore.
FRASSINO
(Fraxinus
excelsior )

E’
un albero con corteccia grigio-bruna e con gemme nerastre. Ha foglie opposte,
grandi, imparipennate e formate da 2-7 foglioline. I suoi fiori sono riuniti in
mazzetti ascellari, piccoli e verdastri, privi di calice e di corolla con
stami rossicci. I frutti sono samare oblunghe con un solo seme e raccolte in
grappoli penduli. Fiorisce da novembre a maggio.
Habitat:
Frequente
nei boschi freschi dalla pianura alla zona subalpina.
Uso
terapeutico:
Le
giovani radici, raccolte in primavera o autunno, hanno proprietà
antidropica. Si usa anche la corteccia dei rami di 3-4 anni raccolta in
primavera a scopo tonico, digestivo, antidiarroico e febbrifugo. Le foglie,
raccolte da maggio a luglio e ricche di sali minerali e vitamina K2, hanno
proprietà emollienti. I frutti, raccolti da luglio a settembre, sono diuretici,
lassativi, sudoriferi, antireumatici, curativi della gotta e delle cistiti.
Altri
usi:
Le
foglie si usano anche per preparare bevande alcoliche, mentre il legno è ottimo
per la costruzione di mobili e per il rivestimento.